Caro carburanti: quali leve per sostenere le imprese del trasporto
Negli ultimi mesi il settore del trasporto e della logistica è tornato a confrontarsi con una dinamica ben nota: la forte volatilità dei costi energetici, con un impatto diretto sul prezzo del carburante.
Per molte imprese, soprattutto quelle dell’autotrasporto, il carburante rappresenta una delle principali voci di costo. Quando i prezzi aumentano in modo rapido e significativo, l’equilibrio economico e la gestione della liquidità diventano fattori critici.
In questo contesto, le misure pubbliche di sostegno si muovono su due piani: interventi emergenziali di breve periodo e strumenti strutturali di rafforzamento finanziario.
Le misure sul carburante: un supporto immediato ma non risolutivo
Sul fronte normativo, il Governo è intervenuto con diversi provvedimenti per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi, tra cui:
- crediti d’imposta sul gasolio per le imprese di autotrasporto
- riduzione temporanea delle accise
- estensione delle misure nel corso del 2026
Il credito d’imposta, in particolare, è costruito per compensare la maggiore spesa sostenuta in relazione all’aumento dei prezzi del carburante, calcolata rispetto a un periodo di riferimento precedente.
Si tratta quindi di strumenti utili per:
- recuperare parte dei costi sostenuti
- migliorare la liquidità nel breve
- attenuare l’impatto delle oscillazioni di prezzo
Tuttavia, per loro natura, queste misure hanno un limite: intervengono ex post, quando il costo si è già manifestato.
SIMEST e caro energia: una logica diversa
Accanto agli strumenti emergenziali, si stanno rafforzando anche misure orientate a una gestione più strutturata dell’impatto energetico sulle imprese.
Tra queste, un ruolo rilevante è ricoperto dagli strumenti SIMEST, che negli ultimi mesi sono stati potenziati proprio per sostenere le aziende colpite dall’aumento dei costi energetici.
La misura “Energia per la competitività internazionale” introduce:
- finanziamenti agevolati
- quota a fondo perduto fino al 30% per le PMI
- accesso anche per imprese inserite in filiere, non necessariamente esportatrici
L’obiettivo è diverso rispetto ai bonus carburante: non compensare un costo già sostenuto ma rafforzare la struttura finanziaria e la capacità di investimento.
Perché questo tema riguarda direttamente il trasporto
Sebbene le misure SIMEST non siano specifiche per l’autotrasporto, il loro perimetro include tutte le imprese che subiscono un aumento significativo dei costi energetici. E questo include, a pieno titolo, le aziende della logistica.
Infatti, l’impatto del caro energia:
- si riflette direttamente sul costo del gasolio
- si trasmette lungo tutta la filiera
- riduce margini e capacità di pianificazione
Le imprese che dimostrano: un aumento dei costi energetici o una riduzione del fatturato possono accedere a queste misure di sostegno.
Dalla gestione dell’emergenza alla pianificazione
Il punto chiave è proprio questo: passare da una logica di gestione dell’emergenza a una logica di pianificazione.
In uno scenario in cui: i prezzi energetici restano instabili, la pressione sui margini è strutturale e gli investimenti sono sempre necessari, diventa centrale affiancare alle misure di ristoro anche strumenti che consentano di:
- sostenere la liquidità
- programmare gli investimenti
- gestire in modo più consapevole la struttura finanziaria
Le soluzioni SIMEST, in questa prospettiva, possono rappresentare una leva utile non tanto per “compensare” il caro carburanti, quanto per rafforzare la capacità dell’impresa di reagire nel medio periodo.
Un equilibrio da costruire
Il tema del carburante resta una componente inevitabile del settore trasporti. Ma il contesto attuale evidenzia una necessità sempre più chiara: integrare strumenti diversi: da un lato misure fiscali immediate e dall’altro strumenti finanziari per la crescita e la resilienza.
È proprio nella combinazione di questi due livelli che si gioca oggi la sostenibilità economica delle imprese del settore.