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Finanza per tutti

SIMEST: più contributi a fondo perduto per gli investimenti delle imprese esportatrici

In un contesto economico caratterizzato da costi energetici ancora elevati, tensioni geopolitiche e crescente pressione competitiva sui mercati internazionali, per le imprese diventa sempre più importante investire in innovazione, sostenibilità e solidità patrimoniale.

In questa direzione si inserisce il Decreto Carburanti-bis (D.L. n. 42/2026), che ha rafforzato uno degli strumenti più rilevanti messi a disposizione da SIMEST a supporto delle imprese esportatrici: la misura “Transizione digitale o ecologica”, incrementando in modo significativo la quota di contributo a fondo perduto prevista per gli investimenti.

 

Cosa prevede il Decreto Carburanti-bis

Il Decreto Carburanti-bis è intervenuto sulla disciplina della misura SIMEST “Transizione digitale o ecologica” innalzando, in via temporanea, la quota di contributo a fondo perduto riconoscibile alle imprese che hanno risentito dell’aumento dei costi energetici o delle criticità legate al contesto geopolitico internazionale.

In particolare, per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026, la quota di contributo può arrivare:

  • fino al 20% dell’importo agevolato;
  • fino al 30% per le piccole e medie imprese (PMI), secondo la definizione europea.

Si tratta di un incremento rilevante rispetto alle condizioni ordinarie della misura e rappresenta una finestra temporale di opportunità per le imprese che stanno pianificando investimenti strategici.

 

A chi si rivolge la misura

La linea SIMEST “Transizione digitale o ecologica” è rivolta alle imprese con sede legale e operativa in Italia che presentano alcuni requisiti di base, tra cui:

  • almeno due bilanci depositati;
  • una classificazione creditizia adeguata;
  • una vocazione all’export, dimostrata da una quota minima di fatturato estero o da rapporti commerciali consolidati con imprese esportatrici.

Sono inoltre previste condizioni specifiche per:

  • imprese energivore;
  • imprese che hanno avviato percorsi certificati di efficientamento energetico;
  • imprese colpite da particolari eventi o operanti in specifiche aree geografiche.

 

Quali investimenti possono essere finanziati

La misura sostiene programmi di investimento finalizzati a rafforzare la competitività dell’impresa nel medio-lungo periodo. Le spese ammissibili riguardano tre grandi ambiti:

Transizione digitale

Rientrano, ad esempio:

  • digitalizzazione dei processi aziendali;
  • investimenti in tecnologie 4.0;
  • sistemi informatici, software, cybersecurity;
  • consulenze specialistiche per l’innovazione digitale e organizzativa.

Transizione ecologica

Sono finanziabili interventi legati a:

  • efficientamento energetico e sostenibilità ambientale;
  • riduzione dell’impatto climatico;
  • certificazioni ambientali e diagnosi energetiche.

Rafforzamento patrimoniale

Una parte dell’importo può essere destinata al rafforzamento della struttura patrimoniale dell’impresa, anche attraverso:

  • investimenti in immobilizzazioni;
  • aumenti di capitale o finanziamenti soci a società controllate, nel rispetto di specifici vincoli normativi.

 

Importi e caratteristiche dell’intervento

L’intervento SIMEST può coprire fino al 100% del programma di investimento, entro determinati massimali che variano in base alla dimensione dell’impresa.

Lo strumento si articola in:

  • un finanziamento a tasso agevolato, della durata ordinaria di sei anni (con due di preammortamento);
  • una quota di contributo a fondo perduto, che – grazie al Decreto Carburanti-bis – può arrivare fino al 20% o al 30% per le PMI, entro i limiti del regime “de minimis”.

 

Perché valutare questa misura oggi

L’incremento del contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Carburanti-bis non è strutturale, ma legato a un arco temporale ben definito: le domande devono essere presentate entro il 31 dicembre 2026.

Per molte imprese, questo significa poter:

  • ridurre in modo significativo il fabbisogno finanziario degli investimenti;
  • accelerare progetti di digitalizzazione e sostenibilità già programmati;
  • rafforzare la solidità patrimoniale in una fase di mercato complessa.

 

Il valore della consulenza nella finanza agevolata

L’accesso a strumenti come la misura SIMEST richiede una valutazione accurata dei requisiti, della strategia di investimento e della corretta impostazione della domanda.

In una fase in cui la normativa offre condizioni particolarmente favorevoli, il supporto consulenziale diventa un fattore chiave per:

  • individuare la soluzione più coerente con gli obiettivi dell’impresa;
  • massimizzare il beneficio economico dell’agevolazione;
  • gestire correttamente l’iter di presentazione e rendicontazione.

Il Decreto Carburanti-bis apre una finestra concreta per accompagnare le imprese esportatrici in percorsi di crescita, innovazione e rafforzamento competitivo. Valutarne oggi le opportunità significa trasformare un incentivo in una leva strategica di sviluppo.

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